La forza di un uragano

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Ed eccomi qui, reduce da una sessione estiva estenuante che non mi ha dato il tempo neanche di respirare e di dormire. In questo periodo ho sentito tanto il bisogno di scrivere e di raccontare ogni mia minima emozione, ma non trovavo mai le parole adatte perché questa è una delle poche volte (anzi diciamo l’unica) in cui la realtà è migliore di qualsiasi altro sogno. Non nego che mi tremano le mani a scrivere queste parole, ho sempre avuto una paura inimmaginabile, quasi scaramantica, nel raccontare della mia felicità e non avevo del tutto torto. Ogni volta che mi esprimevo con un “sono felice” mi crollava subito il mondo addosso, neanche fosse una specie di pena del contrappasso. Sembrava che il cosmo, il destino, il fato -chiamatelo come meglio credete- stesse cospirando contro di me, tanto da non meritarmi neanche un briciolo di spensieratezza. Tutto questo per quasi quattro anni.

Adesso posso dire di aver combattuto contro qualsiasi demone interiore e di esserne uscita solo ferita, con i vestiti e la pelle a brandelli, ma ancora viva. L’amore non uccide, la perdita di una persona cara non uccide, scoprirsi omosessuale a 20 anni dopo una lunga relazione eterosessuale non uccide, combattere ogni giorno con il giudizio della società, con la mente malata di alcune persone e con la convinzione -degli altri- di essere diversa non uccide. No, niente uccide se gli permetti di non farlo. E io gliel’ho davvero impedito? Sono stata io a permettergli di non uccidermi? L’anno scorso ero tra la vita e la morte, mi sarebbe bastato un attimo per lasciarmi andare definitivamente. Non so chi mi abbia protetto, forse qualcuno dall’alto ha capito che la sua bambina aveva bisogno di aiuto e l’ha protetta sotto le sue grandi e calde ali oppure l’angelo incaricato di proteggermi era quella persona speciale di cui ora sono follemente innamorata. La vita ha sempre un milione di modi per sorprenderci e noi non ce ne accorgiamo neanche. Siamo sempre così impegnati a smettere di soffrire che non ci rendiamo conto che, molto spesso, la soluzione è insita in noi. Le persone che ci amano e ci stanno vicino sono dei motivi imprescindibili  per lottare e per ritrovare noi stessi.

Io non sono crollata perché avevo qualcuno che stava crollando al mio posto, qualcuno a cui ho fatto patire le pene dell’inferno, qualcuno che continuava ad amarmi pur non sapendo se l’indomani mattina mi avrebbe ritrovata viva, qualcuno che, terrorizzato dal pensiero che mi potessi fare del male, mi chiamava ogni ora e se non rispondevo veniva a cercarmi, qualcuno che ha sempre creduto in me e che mi ha sempre ritenuta forte e coraggiosa.
Me lo ricordo ancora il giorno in cui sei venuta in lacrime all’università, dicendo “Smettila di dire cazzate, promettimi che resterai”. Avevi il viso distrutto dal pianto, il cuore che batteva così forte da farti tremare ed un terrore negli occhi che non sarei in grado di descrivere. Ti avevo sfinito, non sopportavi l’idea di vedermi soffrire ed io non sopportavo l’idea di far soffrire te. Vedevo come unica soluzione quella di sparire definitivamente da questo mondo e dopo giorni e giorni passati sul letto, in stato quasi catatonico, a ritenermi la persona peggiore di questo mondo e a non avere il diritto neanche di respirare solo perché mi ero innamorata di una ragazza splendida, ho capito che dovevo prendere in mano la mia vita e cominciare a lottare. Ho preso coraggio ed ho intrapreso un percorso volto all’accettazione di me stessa e per quanto il cammino sia stato duro ne è valsa la pena. Accanto a me ci sei sempre stata tu perché questo è e sarà sempre il tuo posto.

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Informazioni su therealme

Sono una sognatrice in continua ricerca del suo posto nel mondo. A volte fantastico pensando a come si troverebbero i personaggi dei miei libri preferiti nella realtà di oggi e li vedo tremendamente impacciati. Forse perché è come mi sento io nella vita, tremendamente impacciata. Non giudico mai un libro dalla copertina, un involucro esteticamente perfetto può rivelare sorprese poco piacevoli, ma per fortuna esistono delle eccezioni, le classiche sfumature che ti salvano da una visione del mondo prettamente negativa e piena di stereotipi. Non esiste soltanto il bianco e il nero, è inutile girarci intorno, ma un’infinita gradazione di grigi che ti permette di osservare la vita con gli occhi limpidi e puri di un bambino. Cercare di andare oltre quello che si vede non vuol dire cercare e trovare del buono in tutte le persone, significa soltanto non limitarsi alle apparenze, ma scavare a fondo in cerca della verità, evitando di basarsi su preconcetti.

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