Settembre: bisogni e certezze

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Settembre. Un tempo era il mese degli inizi, ricominciava la scuola, rivedevo i miei amici, riiniziavo ad andare a danza (anche se poi neanche d’estate smettevo del tutto). Era il periodo dei quaderni nuovi che profumavano di carta e di innocenza, delle matite colorate ordinate tutte per colore, delle gomme bianche intonse, che rimanevano tali solo fino a due giorni dopo, delle aspettative e delle conquiste, dei nuovi obiettivi da porsi. Era il mese che segnava la fine di un’estate senza pensieri e ricca di libertà e l’inizio di un autunno pieno di possibilità.
Ora le cose sono un po’ diverse. Non sento più quella magia di ricominciare perché, fondamentalmente, non ho mai smesso. L’estate l’ho trascorsa studiando per questo dannatissimo ultimo esame prima della laurea che mi sta bloccando da un anno e pensando a cosa fare della mia vita. Mi sento in stallo, come se stessi fluttuando nel vuoto e non riuscissi a rimettere i piedi a terra.
Ho un estremo bisogno di un lavoro stabile che mi permetta di andare via da casa e di pagarmi un affitto.
Ho un estremo bisogno di laurearmi per iscrivermi al corso di traduzione editoriale e cercare di farmi spazio in questo nuovo mondo.
Ho un estremo bisogno di costruirmi un posto che sia mio. Piccolo, accogliente, confortevole, ma mio.
E soprattutto ho un’esigenza vitale di andare a vivere con lei e di condividere ogni cosa.

Lo so, siamo state migliori amiche per dieci anni e stiamo insieme da due quindi di cose ne abbiamo condivise a milioni, ma stavolta non parlo di esperienze, di uscite e di divertimenti. Parlo di vita e di quotidianità. Parlo di sentire il suo odore per casa appena alzata. Di prendere il caffè, darsi un bacio al volo e andare al lavoro con l’entusiasmo di rivederci la sera e raccontarci la giornata. Di arrotolarmi tra le coperte e mettere i piedi tra le sue gambe per scaldarli. Di cucinare i nostri piatti preferiti e ridere quando ci vengono male. Di andare a trovare i nostri genitori e vederli orgogliosi di noi e di quello che abbiamo raggiunto solo con le nostre forze. Di alzarsi presto la mattina e andare a dormire tardi la sera dopo aver fatto l’amore. Delle gite fuoriporta la domenica. Dell’odore di sugo al pomodoro e basilico dei pranzi improvvisati. Dell’euforia del nostro cane che ci corre incontro scodinzolando. Degli amici che ci vengono a trovare portandoci il gelato.
Parlo di questo. Parlo di amore. Parlo di famiglia. La nostra.

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Informazioni su therealme

Sono una sognatrice in continua ricerca del suo posto nel mondo. A volte fantastico pensando a come si troverebbero i personaggi dei miei libri preferiti nella realtà di oggi e li vedo tremendamente impacciati. Forse perché è come mi sento io nella vita, tremendamente impacciata. Non giudico mai un libro dalla copertina, un involucro esteticamente perfetto può rivelare sorprese poco piacevoli, ma per fortuna esistono delle eccezioni, le classiche sfumature che ti salvano da una visione del mondo prettamente negativa e piena di stereotipi. Non esiste soltanto il bianco e il nero, è inutile girarci intorno, ma un’infinita gradazione di grigi che ti permette di osservare la vita con gli occhi limpidi e puri di un bambino. Cercare di andare oltre quello che si vede non vuol dire cercare e trovare del buono in tutte le persone, significa soltanto non limitarsi alle apparenze, ma scavare a fondo in cerca della verità, evitando di basarsi su preconcetti.

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