23 anni e qualche crepa

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In questo mese e mezzo di assenza mi sono dovuta impegnare a superare tante cose.
La prima è che sono arrivati i temibili 23 senza che io avessi raggiunto gli obiettivi che mi ero prefissata. Dovevo già essere laureata e in cerca di un lavoro che mi rendesse indipendente e invece non ho ancora la pergamena in mano e sono comunque in cerca di un impiego. Mi chiedo se ce la farò mai e se riuscirò finalmente a sganciarmi da questa situazione divenutami insostenibile e che si sta ripercuotendo su di me anche a livello fisico.
La seconda è che ho dovuto imparare a rapportarmi con la paura di tutto ciò che è inatteso.
Abito, infatti, nella regione che è stata dilaniata dal terremoto degli ultimi giorni e che si sta rimboccando le maniche per ricominciare a vivere. Vedo ogni giorno volti sconvolti di persone che hanno perso tutto, ad eccezione della loro dignità. Vedo bambini piangere per non aver più un posto sicuro dove giocare e genitori piangere per non sapere se potranno più garantire un futuro ai propri figli. Vedo anziani con sguardi assenti. Ricordi di tutta una vita sepolti sotto un cumulo di macerie. Schiene provate da anni di duro lavoro che continuano a scavare nella speranza di ritrovare un po’ della loro storia. Fotografie ricoperte di polvere in mezzo alla strada. Matite colorate che, con timidezza, sbucano fuori da qualche rovina.
Vedo, però, anche tanta umiltà, solidarietà e accoglienza e questo mi fa sperare che, nei momenti più drammatici, conti di più il cuore della rivalità tra contrade. Lo spirito di sopravvivenza, per fortuna, unisce sempre. Anche se non sono mai riuscita a capire se unisce per semplice convenienza o per reale umanità.
Tutto questo mi ha destabilizzato, non mi ha fatto dormire per notti intere. Ogni minima scossa mi faceva pensare alla fine. Alla fine della mia vita, dei miei sogni e dei traguardi da raggiungere. Perché ho 23 anni e non ho ancora realizzato quello per cui sto lottando da tutta la vita. Perché ho una ragazza che voglio amare per tutto il tempo che mi è concesso. Perché ho degli amici a cui tengo come fratelli. E perché sono ancora qui, con un tetto sopra la testa, a poterlo raccontare.
Non si capisce mai quanto si è fortunati fino a quando non si tocca il fondo o non si vede la gente morire a 20 km da casa tua.

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Informazioni su therealme

Sono una sognatrice in continua ricerca del suo posto nel mondo. A volte fantastico pensando a come si troverebbero i personaggi dei miei libri preferiti nella realtà di oggi e li vedo tremendamente impacciati. Forse perché è come mi sento io nella vita, tremendamente impacciata. Non giudico mai un libro dalla copertina, un involucro esteticamente perfetto può rivelare sorprese poco piacevoli, ma per fortuna esistono delle eccezioni, le classiche sfumature che ti salvano da una visione del mondo prettamente negativa e piena di stereotipi. Non esiste soltanto il bianco e il nero, è inutile girarci intorno, ma un’infinita gradazione di grigi che ti permette di osservare la vita con gli occhi limpidi e puri di un bambino. Cercare di andare oltre quello che si vede non vuol dire cercare e trovare del buono in tutte le persone, significa soltanto non limitarsi alle apparenze, ma scavare a fondo in cerca della verità, evitando di basarsi su preconcetti.

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