Soddisfazioni

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In questo ultimo mese ho trascorso quasi tutto il mio tempo a lavorare ad un discorso di presentazione di un mio scritto. Non ho detto nulla a riguardo per scaramanzia, avevo paura che il sogno si frantumasse prima ancora di diventare realtà.
Oggi però posso dire che ho avuto la mia soddisfazione, quella che ti tiene sveglia la notte per la contentezza. Circa tre mesi fa, infatti, sono stata decretata finalista per un concorso letterario che reputo importantissimo per le tematiche trattate. E’ stato indetto dal comune di Trento, patrocinato dalla regione e voluto fortemente dal dipartimento delle Pari Opportunità. Il concorso “Raccontare le Pari Opportunità in tutte le forme del Diversity” si poneva come obiettivo quello di spiegare a bambini e a ragazzi le varie sfaccettature della realtà, fornendogli degli “occhi critici” per diventare adulti in grado di valorizzare le proprie differenze individuali e il potenziale di ogni persona che incontreranno sul loro cammino sia nella sfera lavorativa sia in quella personale. Un obiettivo non da poco visto che i bambini sono il futuro della nostra società e più li cresciamo nel rispetto più riusciremo ad assicurarci una società migliore ed inclusiva.
Gli elaborati dovevano rivolgersi ad una sola categoria del Diversity (Genere donna e uomo, Disabilità, Cultura/etnia, Differenza di età e Orientamento sessuale) a scelta libera dell’autore e a una sola categoria di età dei futuri lettori/lettrici ( da 0 a 5 anni, da 6 a 10 e dagli 11 ai 13). Ovviamente proprio perché il fine ultimo è la lettura da parte dei ragazzi, i testi non dovevano presentare alcun tipo di linguaggio inappropriato, violento, razzista, discriminatorio o volgare, pena l’esclusione.
E’ stato un onore e un motivo di orgoglio essermi classificata tra i primi cinque finalisti, ma è stato ancora più incredibile aver vinto il primo premio nell’ultima istanza del concorso, in cui si avevano solo tre minuti per presentare al pubblico e alla giuria il proprio racconto. Per me è stato un piccolo traguardo sia a livello letterario sia a livello sociale, perché non solo ho potuto riscontrare che la società di oggi sta cambiando, ma anche perché ho visto commuovere alcuni dei presenti. Sentire una delle organizzatrici/curatrici del concorso dirmi “Complimenti, mi hai emozionata” è qualcosa che, anche a distanza di anni, mi rimarrà sempre dentro. Ho sempre desiderato che la mia scrittura arrivasse al cuore della gente e questa volta ci è riuscita.
La scrittura è portatrice di messaggi e libertà. Fate leggere i bambini e avranno il mondo nelle loro mani.

Ho condiviso quest’esperienza con la mia ragazza, è venuta insieme a me a Trento e si è emozionata quando mi hanno consegnato il premio. L’ho vista fiera di me ed io ero fiera di noi. Senza la nostra storia non avrei mai scritto quel racconto. Senza di lei non avrei mai avuto il coraggio di parlare in pubblico. Non avrei mai creduto nell’amore che raccoglie i pezzi e li ricompone. Senza di lei non avrei vinto perché niente vale più della consapevolezza di essere stessi.

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